Salisburgo 1756 - Vienna 1791

Wolfgang Amadeus Mozart

Ultimo e unico figlio maschio sopravvissuto di Anna Maria Pertl e di Leopold Mozart, compositore di corte e insegnante di musica presso il Principe Arcivescovo Leopold Anton Freiherr von Firmian, nacque a Salisburgo nel 1756, cinque anni dopo la sorella Maria Anna detta Nannerl, e dimostrò ben presto – è assai noto – un precocissimo talento musicale.
A quattro anni già era in grado di suonare qualche pezzo al clavicembalo, a cinque addirittura ne componeva. Enfant prodige, a sette anni iniziò la prima serie di viaggi nei più importanti centri musicali di tutta Europa, nei quali il padre lo esibì, da solo o con la sorella violinista, sia presso le corti che in pubblico, raccogliendo ovunque meraviglia e ammirazione per le straordinarie capacità musicali di quel figlio da lui definito spesso “il miracolo che Dio ha fatto nascere a Salisburgo”. Per sottolineare ulteriormente il genio del bambino, il padre lo fa spesso suonare alla cieca, cioè coi tasti del pianoforte coperti, oppure chiede al pubblico di scegliere un pezzo da suonare a prima vista.
A queste prime tournées trionfali, seguirono ben presto altri viaggi, fra cui importantissimi, dal punto di vista della formazione musicale, i tre fatti in Italia. Il primo, con il padre, avvenne tra il 1769 e il 1773: Torino, Milano, Venezia, Verona, Bologna, Roma e Napoli furono le tappe principali di questo itinerario, in cui incontrò musicisti e varie personalità. A Milano, fra gli altri, conosce Hasse, Piccinni, Sammartini, uno dei figli di Bach, Johann Christian, e Giuseppe Parini che per lui scrisse anche dei libretti (l’Ascanio in Alba); a Bologna fa visita al celebre Farinelli e a Padre Martini, con cui studia contrappunto; infine a Napoli – nella Napoli del 1700, capitale europea della musica, oltre che del regno delle Due Sicilie, dove c’erano “più di 300 Maestri” (come scrive il padre in una lettera) – viene a contatto con una produzione musicale imponente, sia per quantità che per qualità.
Dopo tutte queste esperienze, il rientro nella piccola realtà provinciale di Salisburgo non sembra offrire particolare chances e stimoli al giovane Amadeus. In seguito sembrano però schiudersi per lui solide prospettive, tanto che Leopold rinegozia la riassunzione alla corte salisburghese, in qualità di organista, del figlio, che, sia pur riluttante, vi fa ritorno.
Ma poco tempo dopo, nel 1781, Mozart si trasferisce a Vienna. La città in cui il venticinquenne salisburghese trascorre gli ultimi dieci anni della sua vita, è una vera metropoli che conta più di 200.000 abitanti. Qui trascorre i suoi anni di maggior successo e scrive alcune delle composizioni più famose, benché la situazione economica, specie dopo il matrimonio con Costanze Weber, avvenuto nel 1782, non  sia sempre brillantissima.
La morte coglie Mozart nel dicembre del 1791 mentre sta lavorando al suo celebre Requiem (che sarà completato in seguito dall’allievo, e amico, Franz Xaver Süssmayr). Com’è noto, la morte di Mozart è circondata da un alone di mistero romantico (sarebbe stato avvelenato dal geloso Salieri), cui la vedova non fu affatto estranea, e che il dramma dello scrittore russo Puškin, Mozart e Salieri, alimentò sino a crearne una vera e propria leggenda, ancora viva nel film di Miloš Forman “Amadeus” del 1984. Mozart fu sepolto in una fossa comune com’era costume in quel tempo a Vienna per persone della sua condizione.
Lasciò due figli, uno dei quali, Franz Xaver Wolfgang, ne ereditò i talenti musicali, divenendo a sua volta un interessante compositore, benché soffocato dalla personalità schiacciante del padre.
Le opere di Mozart furono catalogate da von Köchel a metà del secolo scorso: da qui la K che le contraddistingue.

Opere
Secondo alcuni musicologi, Mozart fu essenzialmente un compositore operistico. Tra i lavori giovanili ricordiamo le opere “milanesi” come  Mitridate, Re di Ponto K 87 (K.74a), Ascanio in Alba K 111, Lucio Silla K 135 rappresentate tutte la prima volta al Teatro Regio Ducale del capoluogo lombardo tra il 1770 e il 1772, Il sogno di Scipione K 126, che debuttò presso la residenza arcivescovile di Salisburgo nel 1772, l’Idomeneo (Monaco, 1771).
Ma fu nel periodo viennese che scrisse le sue opere più famose e di maggior successo quali: Il ratto del Serraglio (Die Entführung aus dem Serail) rappresentato al Burgtheater nel 1782 e il cui testo era in tedesco – la lingua dell’opera a quel tempo era l’italiano, che Mozart, come moltissimi altri musicisti, conosceva – in quanto rientrava nel progetto di un teatro nazionale (quindi in lingua tedesca) promosso dall’imperatore Giuseppe II;  Le nozze di Figaro e Don Giovanni, entrambi su libretto di Lorenzo da Ponte;  Così fan tutte, La clemenza di Tito e di nuovo un Singspiel (cioè un opera con libretto in tedesco e – altra differenza con l’opera italiana – nella quale i recitativi non sono cantati, ma parlati): Die Zauberflöte (il Flauto magico), in cui emergono simboli massonici (com’è noto Mozart fu iniziato alla massoneria proprio a Vienna nel 1784). Queste ultime opere sono ormai universalmente famose.

Musica per orchestra
Mozart scrisse 41 Sinfonie e un gran  numero di Concerti per vari strumenti. Tra le Sinfonie ne ricordiamo almeno alcune: oltre alle ultime tre, il piccolo ciclo noto anche come Canto del Cigno, scritte tutte nell’estate del 1778 (la 39 in mi bemolle maggiore K 543, la 40 in sol minore K 550 e la 41 in do maggiore K 551 in seguito detta Jupiter), sono particolarmente famose: la Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 detta Haffner (dal nome del dedicatario Sigmund Haffner Jr.), la Sinfonia n. 36 in do maggiore K 425 detta Linz (in quanto composta nell’omonima cittadina), e la Sinfonia n. 38 in re maggiore K 504 detta Praga. Tra le Serenate celebberima è la Serenata in sol maggiore K 525 universalmente nota come Eine kleine Nachtmusik (Piccola Musica Notturna), scritta nell’estate del 1787 per soli archi. Fra i Concerti, ricordiamo, fra quelli per pianoforte: il n. 24 in do minore K 491, il n. 27 in sibemolle maggiore K. 595, il n. 17 in sol maggiore K 453,  e il n. 20 in re minore K 466. Fra gli altri, il Concerto per flauto n.2 in re maggiore K. 314, per Flauto e Arpa K 299 in do maggiore, il n. 4 per Violino in re maggiore K 218, e il Concerto per clarinetto K 622 in la maggiore.

Musica da camera
Particolarmente numeroso, ed importante, è il corpus cameristico di Mozart, che comprende sonate per fortepiano, per violino e fortepiano, duetti, trii, quartetti e quintetti. Le sonate per fortepiano accompagnano il compositore per l’intero arco della sua parabola cerativa dal 1766 to 1791: ne ricordiamo alcune splendide come la Sonata K 570 in sibemolle maggiore, o la celebre Sonata n. 16 in do maggiore K. 545 che lo stesso M ozart indica per principianti ed è anche consociuta come ‘Sonata facile o Sonata semplice. Anche le trenta sonate per violino e pianoforte coprono praticamente tutta la vita del compositore: la prima fu infatti composta quando Amadeus aveva sei anni e l’ultima tre anni prima della morte.
Fra i Quartetti ricordiamo quello in si bemolle maggiore K 458 La caccia, il Quartetto delle dissonanze in do maggiore, K 465, il Quintetto per clarinetto e archi in la mag K 581 ed il Quintetto per pianoforte e fiati  K 452.

Musica vocale
Una delle opera di Mozart più famose resta certamente la Messa di Requiem in re minore K 626, l’ultima sua composizione, anch’essa ammantata da un alone di mistero: Stendhal, in Vite di Haydn, Mozart e Metastasio, racconta che un committente anonimo incaricò Mozart, ormai malato e in miseria, a comporre in quattro settimane una Messa da Requiem, per un compenso di cinquanta ducati: non riuscendo ad identificare chi fosse, Mozart si sarebbe convinto di stare scrivendo il Requiem per se stesso.
L’impiego presso l’arcivescovo di Salisburgo portò naturalmente Mozart alla composizione di numerosa musica vocale sacra: varie Messe, fra cui la Krönungsmesse (Messa dell’incoronazione) Missa solemnis K 317 ed altre composizioni sacre quali Litanie, Vespri, Sonate da Chiesa e i celebri Exsultate, jubilate e lAve Verum. Alla musica sacra va aggiunta quella profana, fra cui ricordiamo, dal corpus di musiche massoniche, la Musica Funebre Massonica in do minore K 477 (K6 479a) (Maurerische Trauermusik).

 

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