Sentenza di inibizione della pubblicazione de “LA DORICLEA”

R.G.22029/2017

TRIBUNALE ORDINARIO DI ROMA
SEZIONE NONA IMPRESE CIVILE

Il giudice, letto il ricorso ex art. 700 c.p.c. avanzato da Andrea De Carlo e Lucia Adelaide Di Nicola nei confronti di Estevan Velardi, della Musicmedia s.r.l., dell’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala e della Ducale s.n.c. di Marco Matalon & C., lette le memorie difensive dei resistenti Estevan Velardi e Musicmedia s.r.l., preso atto della mancata costituzione dell’Associazione Amici del Loggione del Teatro e della rinuncia agli atti del ricorso operata dai ricorrenti nei confronti della Ducale s.n.c. di Marco Matalon & C. (anch’essa non costituita), osserva, innanzitutto che, con decreto “inaudita altera parte”, emesso da questo Tribunale in data 29.3.2017, era stata disposta l’inibizione dello svolgimento della riunione per la “Presentazione della prima registrazione mondiale dell’opera La Doriclea di Alessandro Stradella” indetta per lunedì 3 aprile 2017 a Milano presso l’associazione resistente, nonché l’inibizione alla distribuzione, promozione e vendita dei CD, prodotti con l’etichetta “Concerto Classics”, riguardanti la registrazione dell’opera in oggetto.

Dalla documentazione allegata è emersa l’esecuzione dell’ordinanza da parte dell’Associazione che ha cancellato l’evento relativo alla presentazione dell’opera del Velardi edita dalla Musicmedia e l’avvio dell’esecuzione di detta ordinanza ad opera delle altre parti resistenti -alla prima udienza erano risultate ancora in essere, su alcuni siti internet o su rivista, alcune pubblicizzazioni dell’opera del Velardi e della vendita del CD relativo all’esecuzione della Doriclea di Alessandro Stradella-.
Va rilevato, quindi, che il ricorso oltre ad essere stato finalizzato all’emissione del predetto provvedimento “inaudita altera parte”, è diretto, come precisato nella nota integrativa, ad ottenere:
l’ordine, nei confronti del maestro Estevan Velardi e della Musicmedia s.r.l., di immediata sospensione di ogni ulteriore attività di riproduzione, promozione, pubblicità, diffusione ed esecuzione dell’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella e del cofanetto di CD in questione,
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nonché di ogni altra riproduzione dell’opera predetta su qualunque supporto ed in ogni forma, disponendo a carico degli stessi, ai sensi dell’art.614 bis c.p.c., in solido o per quanto di rispettiva ragione, il pagamento, in favore di ciascuno dei ricorrenti, dell’importo di euro 500,00 per ogni giorno di ritardo od omesso inadempimento a detto ordine di sospensione;

di ordinare ai suddetti resistenti, in solido o per quanto di rispettiva ragione, entro cinque giorni dalla notizia dell’avvenuta pubblicazione dell’emanando provvedimento giudiziale, di richiedere in forma scritta al distributore estero di Musicmedia, la NGL Naxos Global Logistics GmbH, nonché ai gestori dei principali motori di ricerca internet (almeno Google, Bing, Virgilio, Ask, Altavista, Yahoo Search) ed ai gestori dei siti indicati in narrativa (paragrafi 8, 9 e 11 della memoria integrativa) la rimozione di ogni riferimento alle offerte comunque riconducibili al cofanetto CD in discussione ovvero alla registrazione dell’opera Doriclea a suo tempo eseguita dal maestro Velardi, disponendo a carico degli stessi, ai sensi dell’art.614 bis c.p.c., in solido o per quanto di rispettiva ragione, il pagamento, in favore di ciascuno dei ricorrenti, dell’importo di euro 50,00 per ogni giorno di ritardo od omesso inadempimento a detto ordine con riferimento ad ognuno dei suddetti destinatari, autorizzando i ricorrenti a provvedere direttamente a dette richieste di rimozione, a spese dei predetti intimati, in caso di mancata o pronta attuazione del suddetto ordine;

di disporre, nella prima data utile, a cura e spese degli intimati principali, autorizzando i ricorrenti a provvedere direttamente a spese dei predetti in caso di mancata o pronta attuazione del suddetto ordine, la pubblicazione del provvedimento giudiziale sul quotidiano “Corriere della Sera” o su altro quotidiano di tiratura nazionale e sul primo numero del periodico “Musica” della Zecchini Editore (con analoga evidenza della pubblicizzazione del cofanetto CD in oggetto), nonché la pubblicazione, a cura e spese della società Musicmedia, del provvedimento medesimo per un periodo di almeno sei mesi o almeno per tutto il mese di settembre 2017, sulla “home page” del sito (concertoclassics.it) della società Musicmedia e sulla connessa pagina Facebook, condannando, ai sensi dell’art.614 c.p.c., detta società al pagamento dell’importo di euro 2.000,00, in favore di ciascuno dei ricorrenti, per ogni giorno di ritardata od omessa pubblicazione.
Si rileva, poi, che detta richiesta cautelare è strumentale alla domanda di merito avente ad oggetto le richieste:
-di accertamento negativo dei diritti vantati dal maestro Estevan Velardi, ai sensi degli art. 85 ter o quater L.n.633/1941, sull’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella, diritti dal medesimo parzialmente trasferiti alla Musicmedia s.r.l. in forza del riferito contratto di edizione;
-di condanna del maestro Estevan Velardi e della Musicmedia s.r.l., ex art.2043 c.c., al risarcimento dei danni. Firmato Da: LANDI ALFREDO Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 68cc872db9bba6e601da6518ffae5099
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Preliminarmente, va ritenuta la competenza di questo Tribunale in virtù del domicilio dei ricorrenti danneggiati, in considerazione del luogo di esecuzione dell’obbligazione risarcitoria, e considerato che l’accertamento della responsabilità di dette parti resistenti e della fondatezza della richiesta risarcitoria presuppone la risoluzione della questione di accertamento negativo in capo al maestro Velardi (e conseguentemente alla società Musicmedia), di diritti tutelati dalla legge sul diritto d’autore in relazione all’opera musicale in discussione.
Nel merito, riguardo alla sussistenza del fumus boni iuris della domanda, va premesso che “La Doriclea” consiste in un opera musicale attribuita ad Alessandro Stradella, musicista del XVII secolo, opera la cui scoperta è dovuta al rinvenimento nel 1938, presso l’archivio musicale della Cattedrale della Basilica di Rieti, da parte di Mario Tiberti, di un manoscritto dell’epoca consistente in una copia manuale della partitura originale (cfr. alleg.4)./p>

Rilevato che, non può desumersi, in modo univoco, una precedente pubblicazione o comunicazione al pubblico dell’opera in questione dalla sola circostanza del rinvenimento di un’unica copia manoscritta di detta partitura, detta opera può ritenersi inedita.
Va considerato, quindi, che presupposto dei diritti di cui all’art. 85 ter e quater legge n.633/41 -di cui il maestro Estevan Velardi ritiene di essere titolare- è la liceità della dedotta pubblicazione o comunicazione al pubblico dell’opera inedita per la prima volta -art.85 ter- ovvero dell’edizione critica o scientifica dell’opera in discussione -art.85 quater-.
In proposito, premesso che i ricorrenti hanno provato la loro titolarità dei diritti di pubblicazione, registrazione, edizione ed esecuzione dell’opera a seguito delle autorizzazioni a loro concesse, nel 2014 e 2015, dall’Archivio della Diocesi di Rieti, proprietaria del manoscritto (cfr. documenti 1, 2 e 3), va valutato, ai fini della sussistenza in capo al Velardi di precedenti diritti tutelabili dalla legge di autore, se alla data in cui il Velardi medesimo aveva effettuato la prima pubblicazione dell’opera nel 2004, circostanza incontestata e provata documentalmente, detta pubblicazione poteva considerarsi lecita.
Al riguardo va osservato che:
il Velardi e la società Musicmedia allegano una scrittura privata, datata 1.5.1997, stipulata con lo scopritore dell’opera, Mario Tiberti, in cui questi, si impegnava, tra l’altro, a procurare al Velardi “il materiale di registrazione (trascrizione del manoscritto effettuata a suo tempo)” relativo all’opera in oggetto al fine di realizzare “una copia a stampa ad uso lavorazione per la registrazione e per gli studiosi” ed a curarne insieme al maestro l’edizione; in detta scrittura il Velardi si impegnava, tra l’altro, alla registrazione, pubblicazione ed esecuzione dell’opera;
di contro i ricorrenti hanno allegato scrittura privata datata 3.3.1938, sottoscritta dal Tiberti (alleg.26), ove questi dava atto di prendere “in consegna” lo spartito in discussione, “di proprietà Firmato Da: LANDI ALFREDO Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 68cc872db9bba6e601da6518ffae5099
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del Capitolo della Cattedrale di Rieti” e di accettare il suddetto spartito ai fini di “studio”, con l’obbligo di restituirlo a lavoro ultimato;
in detta scrittura il Tiberti si impegnava espressamente a ben conservare il manoscritto, a far sempre cenno, negli articoli pubblicati sullo stesso, di menzionare la proprietaria del manoscritto e “di non procedere, senza previi accordi col capitolo, alla pubblicazione dello spartito”.
Riguardo a detta ultima scrittura, non si ritiene che le parti resistenti abbiano addotto elementi idonei per far ritenere contraffatta tale scrittura che i ricorrenti riferiscono essere stata consegnata loro dagli eredi del Tiberti.

In proposito si rileva, innanzitutto, come la circostanza che fosse in possesso del Tiberti (e, successivamente, dei suoi eredi) una copia attestante la presa in consegna a fini di studio, da parte del medesimo, del manoscritto di proprietà del Capitolo della Cattedrale di Rieti, con obbligo di restituzione, non risulta un’anomalia, ritenendo normale che fosse interesse anche del Tiberti avere una prova scritta della legittima detenzione dell’unico manoscritto esistente relativo alla partitura musicale in oggetto.
Non risultano dalle modalità di redazione della scrittura elementi per far ritenere una contraffazione o alterazione del documento.
Non si ritiene che la circostanza che detta scrittura riporti la stessa data dell’articolo pubblicato sulla rivista “Musica D’Oggi” sia sintomatica di una falsità del documento considerato che in detto articolo lo stesso Tiberti dava atto che il manoscritto era conservato nella Cattedrale di Rieti (e non in suo possesso -cfr. primo periodo-) e che esso aveva scoperto il prezioso volume pochi mesi prima iniziando un approfondimento ai fini di verificare l’effettiva riconducibilità dell’opera allo Stradella.
Pertanto, è assolutamente credibile che l’iniziale studio dell’opera fosse iniziato tramite l’esame del manoscritto presso l’archivio della Cattedrale e sia continuato, successivamente, a seguito della consegna dell’opera.
Si ritiene, poi, che dal tenore del contenuto della scrittura il termine spartito era stato usato atecnicamente per indicare l’opera contenuta nel manoscritto oggetto della consegna, nonché che la circostanza che in detta scrittura sia stato utilizzato erroneamente il termine spartito invece di partitura non è un indizio di per sé univocamente sintomatico di una falsità della scrittura predetta, potendo ben essere stato predisposto il contenuto della medesima da un referente dell’archivio della Cattedrale e non dallo studioso Tiberti personalmente.
Si rileva, poi, dagli atti, che per tutto il periodo in cui il Tiberti ha avuto la detenzione del manoscritto non ha mai dato una manifestazione univoca, nei confronti del proprietario del
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manoscritto, di voler mutare il titolo di quella detenzione in possesso (c.d. “interversio possessionis”).
Al riguardo, infatti, va rilevato, innanzitutto che l’avvenuta restituzione del manoscritto all’archivio sia prova della mancata dedotta interversione del possesso.
Si ritiene che ulteriore riprova di ciò è la circostanza che, come riferito dallo stesso maestro Velardi negli “Studi Musicologici” della Doriclea (alleg.21 di parte resistente -pagg.39/40- ) ed in una intervista pubblicata sulla rivista “Musica” (pag.58, alleg.50 delle parti ricorrenti) il Tiberti gli aveva riferito, al momento dei loro primi incontri, che il manoscritto non era in suo possesso.
Detta circostanza, infatti, pone in dubbio la stessa continuità del possesso in capo allo studioso del manoscritto dal momento della consegna a quello della definitiva restituzione del manoscritto medesimo.
Inoltre, dalla stessa scrittura del 1997 allegata dal maestro Velardi emerge che ad esso fu consegnata solo una trascrizione del manoscritto e quest’ultimo, nel testo dei suddetti “Studi Musicologici” riferiva che solo dopo l’esecuzione e registrazione dell’opera del 2004 ebbe la possibilità di visionare il manoscritto e farne fotografie.
Si rileva, quindi, che non vi è prova che il Tiberti abbia avuto un possesso continuo del manoscritto ovvero che abbia iniziato a possedere il medesimo come proprietario e non come mero detentore dello stesso.
La circostanza che il Velardi abbia eseguito e registrato l’opera La Doriclea nel 2004 non prova la dedotta interversione del possesso da parte del Tiberti, non essendovi prova che la Diocesi di Rieti fosse a conoscenza che detta attività del Velardi fosse stata autorizzata e richiesta dal Tiberti medesimo, tramite la scrittura del 1997.

Infine, non costituisce certamente prova dell’esistenza di un’autorizzazione della Diocesi di Rieti al maestro Velardi, in ordine alla possibilità di registrazione e diffusione dell’opera musicale in argomento, il solo fatto che il Velardi si sia recato all’Archivio ed abbia tratto fotografie del manoscritto in questione.
Pertanto, rilevato che non vi è prova di eventuali previi accordi raggiunti tra il Tiberti ed il proprietario dello spartito in ordine alle pattuizioni sulla pubblicazione dell’opera concordate tra il Tiberti medesimo ed il Velardi, come sarebbe dovuto avvenire in base alla scrittura del 1938, non si ritiene che emergano elementi comprovanti la sussistenza della liceità della pubblicazione ovvero della dedotta edizione critica effettuata da quest’ultimo nel 2004 e della conseguente sussistenza dei diritti ex art. 85 ter o quater l.633/1941 rivendicati dal Velardi. Firmato Da: LANDI ALFREDO Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 68cc872db9bba6e601da6518ffae5099
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Conseguentemente, si ritiene vi sia il “fumus boni iuris” in ordine alla illegittimità della promozione, pubblicazione, riproduzione e distribuzione dell’opera in oggetto da parte dei resistenti (documenti nn. 9, 10, 11, 21, 22, 36 e 37).
La sussistenza del periculum in mora riguarda la causazione ed aggravamento del danno, a seguito della violazione dei diritti di cui i ricorrenti sono titolari, di difficile integrale ripristino e liquidazione, in caso di pubblicizzazione e distribuzione del cofanetto cd in questione.
Pertanto, si ritiene vi siano i presupposti per emettere, a conferma e superamento del decreto emesso “inaudita altera parte”, l’ordinanza cautelare richiesta nei seguenti limiti.

Va ordinato ad Estevan Velardi ed alla Musicmedia s.r.l.:
a) l’immediata sospensione di ogni ulteriore attività di riproduzione, promozione, pubblicità, diffusione ed esecuzione dell’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella e del cofanetto di CD in questione, nonché di ogni altra riproduzione dell’opera predetta su qualunque supporto ed in ogni forma;
b) di richiedere in forma scritta, entro una settimana dalla pubblicazione del presente provvedimento giudiziale, a loro cura e spese, al distributore estero di Musicmedia, la NGL Naxos Global Logistics GmbH, nonché ai gestori dei principali motori di ricerca internet (almeno Google, Bing, Virgilio, Ask, Altavista, Yahoo Search) ed ai gestori dei siti indicati in narrativa (paragrafi 8, 9 e 11 della memoria integrativa) la rimozione di ogni riferimento alle offerte comunque riconducibili al cofanetto CD in discussione ovvero alla registrazione dell’opera Doriclea a suo tempo eseguita dal maestro Velardi;
c) di disporre, entro dieci giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, a loro cura e spese, la pubblicazione del provvedimento giudiziale sul primo numero del periodico specializzato “Musica” della Zecchini Editore, nonché la pubblicazione, a cura e spese della società Musicmedia, del provvedimento medesimo per tutto il mese di settembre 2017, sulla “home page” del sito (concertoclassics.it) della società Musicmedia medesima e sulla connessa pagina facebook.
All’ordine di inibizione di cui al punto a) va associata la previsione della penale ex art.614 c.p.c., applicabile, per l’attuazione degli obblighi di fare infungibili o di non fare, anche all’ordine cautelare dato ai sensi dell’art. 700 c.p.c., trattandosi di provvedimento di natura anticipatoria rispetto agli effetti della pronuncia di merito ed idoneo ad acquistare efficacia definitiva essendo meramente facoltativa l’instaurazione del giudizio di merito.

Detta penale è determinata, per il maestro Velardi e la società Musicmedia in euro 300,00, in favore di ciascuna parte ricorrente, per ogni giorno di ritardo nell’adempimento a quanto sopra disposto e per ogni successiva violazione. Firmato Da: LANDI ALFREDO Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 68cc872db9bba6e601da6518ffae5099
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Riguardo agli obblighi di fare fungibili di cui ai punti b) e c) autorizza i ricorrenti, in caso di ritardo, a provvedere direttamente a spese degli intimati.
Si ritiene non necessaria, in considerazione della modalità dei fatti e dell’estensione del mercato riguardo l’opera in oggetto, la residua richiesta di pubblicazione dell’ordinanza avanzata dalle parti ricorrenti.
Si ritiene, riguardo l’Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala, in considerazione dell’assoluta marginalità della posizione di detta parte nella vicenda e dell’immediata esecuzione a quanto contenuto nel decreto emesso “inaudita altera parte” circa l’ordine di inibizione allo svolgimento dell’evento di presentazione di pubblicazione dell’opera in questione, di mantenere le spese di lite a carico dei ricorrenti.
Altrettanto deve dirsi riguardo la Ducale s.n.c. di Marco Matalon & C. nei confronti della quale vi è stata la rinuncia agli atti del ricorso.
Riguardo, invece, ai resistenti Estevan Velardi e Musicmedia s.r.l., le spese seguono la soccombenza e sono liquidate secondo i criteri e le tariffe, di cui al D.M. 10.3.2014, n. 55.
P.Q.M.
Visto l’art. 700 c.p.c.,
a conferma e superamento del decreto emesso “inaudita altera parte”, ordina ad Estevan Velardi ed alla Musicmedia s.r.l.:
a) l’immediata sospensione di ogni ulteriore attività di riproduzione, promozione, pubblicità, diffusione ed esecuzione dell’opera “La Doriclea” di Alessandro Stradella e del cofanetto di CD in questione, nonché di ogni altra riproduzione dell’opera predetta su qualunque supporto ed in ogni forma;
b) di richiedere in forma scritta, entro una settimana dalla pubblicazione del presente provvedimento giudiziale, a loro cura e spese, al distributore estero di Musicmedia, la NGL Naxos Global Logistics GmbH, nonché ai gestori dei principali motori di ricerca internet (almeno Google, Bing, Virgilio, Ask, Altavista, Yahoo Search) ed ai gestori dei siti indicati in narrativa (paragrafi 8, 9 e 11 della memoria integrativa) la rimozione di ogni riferimento alle offerte comunque riconducibili al cofanetto CD in discussione ovvero alla registrazione dell’opera Doriclea a suo tempo eseguita dal maestro Velardi;
c) di disporre, entro dieci giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, a loro cura e spese, la pubblicazione del provvedimento giudiziale sul primo numero del periodico specializzato “Musica” della Zecchini Editore, nonché la pubblicazione, a cura e spese della Firmato Da: LANDI ALFREDO Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 68cc872db9bba6e601da6518ffae5099
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società Musicmedia, del provvedimento medesimo per tutto il mese di settembre 2017, sulla “home page” del sito (concertoclassics.it) della società Musicmedia medesima e sulla connessa pagina facebook;
fissa, in relazione all’ordine di inibizione di cui al punto a), la penale, ex art.614 c.p.c., per Estevan Velardi e la Musicmedia s.r.l., di euro 300,00, in favore di ciascuna parte ricorrente, per ogni giorno di ritardo nell’adempimento a quanto sopra disposto e per ogni successiva violazione;
riguardo agli obblighi di cui ai punti b) e c) autorizza i ricorrenti, in caso di ritardo, a provvedere direttamente a spese degli intimati;
rigetta la residua richiesta di pubblicazione dell’ordinanza avanzata dalle parti ricorrenti;
mantiene a carico dei ricorrenti le spese di lite in relazione alle parti Associazione Amici del Loggione del Teatro alla Scala e Ducale s.n.c. di Marco Matalon & C.;
condanna Estevan Velardi e la Musicmedia s.r.l., in solido, alla rifusione, in favore di Andrea De Carlo e Lucia Adelaide Di Nicola, in solido, delle spese di lite che si liquidano complessivamente in euro 7.580,00, di cui euro 7.000,00 per compensi ed euro 580,00 per spese, oltre il rimborso delle spese generali, I.V.A. e C.P.A. come per legge.
Roma 26.06.2017 Il Giudice
Alfredo Landi
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