Recensione Sacred Music di Andrea Luchesi su American Record Guide

American Record Guide / settembre – ottobre 2016

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LUCHESI:

Salve Regina; Stabat Mater; Kyrie; Miserere; Te Deum.

Laura Antonaz, Elena Biscuola, Luca Dordolo, Matteo Bellotto; Orchestra da Camera Ferruccio Busoni; Coro della Cappella Civica di Trieste / Massimo Belli.

Concerto Classics 2098—61 minuti.

“Andrea Luchesi (1741-1801) ha iniziato la sua carriera a Venezia, dove si è specializzato sia nelle composizioni operistiche che in quelle sacre. Ebbe successo per la lirica a Venezia e accettò che gli venisse qui commissionata la composizione sia di lavori sacri che laici.  Era anche conosciuto come clavicembalista e organista, e nel 1768 fu invitato a suonare per la consacrazione dell’organo alla Cattedrale di pdova.

Nel 1771 ha diretto una compagnia di opera in tour in Germania. Nel 1774 l’Arcivescovo di Colonia lo nominò Maestro di Cappella di corte a Bonn, che diventò la casa base di Luchesi per il resto della sua carriera, anche se continuò a viaggiare.

Dopo la chiusura del teatro di corte, la principale occupazione di Luchesi fu fornire musica sacra alla cappella di corte.

 

La Musica Sacra di questo CD risale al periodo che va dal 1768 al 1773, anche se è probabile che la strumentazione fu rivista negli anni a Bonn. Quando mi sono trovato di fronte ad un compositore poco noto del XVIII secolo, mi aspettavo di trovare competenza tecnica ma un susseguirsi di note prive di fantasia. Questo non è certo il caso di Luchesi, la cui scrittura è elegantemente soave e appassionata con tocchi frequenti di espressioni drammatiche. Al suo tempo è stato a volte criticato per non aver osservato la distinzione tra gli stili operistico e sacro, ma ad oggi non lo consideriamo uno sbaglio.

Ha vinto l’ammirazione di molti suoi contemporanei. Burney lo ha definito “un compositore molto piacevole”. La Borde fa riferimento a “uno stile particolarmente raffinato, concisa ed energica disposizione delle parti, e nuove idee”. Mozart ha inserito uno dei Concerti per pianoforte di Luchesi nel suo repertorio e ha scritto una cadenza originale per questo.

Salve Regina, Stabat Mater e Te Deum sono concisi arrangiamenti dei testi, eppure Luchesi  non dà mai l’impressione di muoversi meccanicamente in questo il più velocemente possibile. Anche Vivaldi pecca di questo in alcuni suoi arrangiamenti di salmi brevi. Gli arrangiamenti di Luchesi non suonano soffocanti o affrettati.

Gli altri due brani nel programma sono più estesi. I tre movimenti del Kyrie sono probabilmente datati 1768 e sono stati portati alla cappella di corte a Dresda dal contemporaneo di Luchesi Johann Gottlieb Naumann, che ricopriva lì il ruolo di compositore.

Il Miserere è il lavoro di più  larga scala di questo programma, e come gli altri alterna soli vocali e solisti accompagnati dal coro. Qui e là troviamo passaggi che ricordano all’ascoltatore lo Stabat Mater di Pergolesi.

Lo standard tecnico di queste performance è molto alto. Se non è perfettamente equiparabile ai migliori cantanti e musicisti di questo repertorio, non ne è certo troppo lontano. In rari momenti il tono del coro non è perfettamente amalgamato o sofisticato. Qualche volta i solisti sembrano lavorare troppo duramente alle loro linee, ma si tratta di momenti rari. Cosa più importante è che queste sono performance caldamente coinvolgenti di una musica molto affascinante che vede alla guida Massimo Belli con ammirevole tempo musicale e coerenza.

Vengono annoverate come prime registrazioni mondiali. C’è solo un’altra registrazione della musica di Luchesi nell’indice di ARG: un disco di lavori strumentali che includono i concerti per pianoforte di Roberto Plano come solista con la stessa orchestra e direttore di questo CD (Concerto Classics 2077; marzo/aprile 2014). Catherine Moore gli ha dedicato una recensione molto favorevole. Insieme a questo CD è presente una brochure che evidenzia altre due registrazioni di lavori per orchestra e pianoforte solista di Andrea Luchesi.”

GATENS

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