Proni e uno straordinario florilegio di Frescobaldi: oggi su La Gazzetta di Parma

Il classico in discoteca. Illogici sortilegi di logico fuoco

A conclusione del suo fondamentale studio su Frescobaldi Friederick Hammond formulava l’augurio per l’esecutore che «se è fortunato, il fulmine celeste darà fuoco all’esca da lui pazientemente raccolta facendogli sperimentare in tutta la loro incontaminata freschezza e delizia gli “illogici sortilegi di logico fuoco floreale”».

Una fortuna che ha toccato Daniele Proni, come si può ben cogliere dal bel disco, registrato per «Musicmedia – Concerto Classics», che offre un’antologia frescobaldiana di «Toccate, Partiti, Hinni ed Arie», vale a dire uno straordinario florilegio di opere del grande ferrarese, «mostro degli organisti», come con lapidaria vividezza i contemporanei ne fissarono l’immagine cogliendo altresì la portata di vero e proprio cardine nell’evoluzione del pensiero musicale, con una forza innovatrice pari a quella di un Monteverdi o di un Caravaggio, resa ancor più enigmatica dalla circolarità tra le istante normative del linguaggio e le aperte sollecitazioni di una nuova sensibilità: gli «illogici sortilegi di logico fuoco», appunto.

Una specie di ossimoro che Daniele Proni mostra di aver ben assimilato, nello stesso alternarsi tra le tastiere del clavicembalo e quelle dell’organo che lascia intendere la considerazione di quell’aspetto “pratico” che va al di là della pura ricostruzione di una “prassi esecutiva” per lasciar campo più aperto all’apporto interpretativo; come intendeva lo stesso Frescobaldi quando nei suoi avvertimenti si rimetteva «al buon gusto e fino giuditio del sonator il guidar il tempo; nel qual consiste lo spirito, e la perfettione di tale maniera di suonare», preoccupazione che potremmo tranquillamente trasferire ad ogni tipo di musica, fino ai nostri giorni.

Nel modo di svolgere il discorso, quello che si irradia sorprendente dalla prima Toccata, ancor più nel fiorire continuo delle varie “Partite” su temi consolidati quali l’aria di Ruggiero e la “Folia”, si avverte la presenza di due termini essenziali per la poetica del musicista, «affetti» e «effetti», che sono strettamente connessi al tenore della condotta esecutiva e che rinsaldano quell’unità tra atteggiamenti assai disparati, tra sibillina novità e recupero retrospettivo, che Claudio Gallico in un suo importante studio ha riassunto con la formula di «affetto, ordito, metamorfosi».

Daniele Proni clavicembalo

recensione a cura di Gian Paolo Minardi per La Gazzetta di Parma

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