Pietro Guglielmi

(Massa 1728 – Roma 1804)

Dopo aver ricevuto i primi insegnamenti dal padre (quella dei Guglielmi è una piccola dinastia di musicisti), va a Napoli per studiare con Durante. Il suo esordio operistico avviene a Torino nel 1755, ma la sua fama ben presto travalica le alpi, essendo chiamato a dirigere l’opera di Dresda.

I suoi piè grandi successi li raccoglie però qualche anno dopo a Londra.

Rientrato a Napoli nel 1777, trova una situazione mutata: la concorrenza dei giovani operisti è oramai tanta: meglio un nobile impiego come maestro di Cappella a San Pietro a Roma, ove muore all’inzio del nuovo secolo.

Guglielmi ha scritto moltissime opere sia comiche che serie. Nelle prime regge e forse, persino vince, il confronto con piè celebrati colleghi, nelle seconde la facilità e la quantità della scrittura rende spesso queste composizioni di valore diseguale.

Tra le sue opere piè famose ricordiamo: I Due Gemelli, La Serva inamorata, La Pastorella nobile, La Bella Peccatrice, Rinaldo, Artasers. Ha scritto anche degli Oratori e della musica da camera, nonché per tastiera (clavicembalo): anzi della scuola cembalistica del primo ‘700 italiano è considerato un valido epigono.

 

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