Bologna, 1879 – Roma, 1936

Ottorino Respighi

Ottorino Respighi (Bologna, 1879 – Roma, 1936) iniziò gli studi col padre organista, per proseguirli con Giuseppe Martucci al Conservatorio di Bologna. Insieme ad Alfredo Casella, Gian Francesco Malipiero e Franco Alfano, fece parte della cosiddetta “Generazione dell’80”, divenendone l’esponente sicuramente più conosciuto ed eseguito. Importanti, per la sua formazione, gli anni trascorsi in Russia, in qualità di prima viola del Teatro di San Pietroburgo (ove poté studiare con quel grandissimo orchestratore che fu Rimskiy-Korsakov), e a Berlino, dove studiò con Max Bruch e conobbe Ferruccio Busoni. Trasferitosi a Roma nel 1913, visse e morì nella Capitale, divenendo docente prima, e direttore poi, del Conservatorio di Santa Cecilia. Condivise con Pizzetti la passione per la musica italiana dal 1500 al 1700, che ripropose in magistrali versioni orchestrali (si pensi alla serie delle Antiche arie e danze per liuto, o alla deliziosa suite: Gli uccelli). Trascrisse anche in modo insuperato degli Études-Tableaux di Rachmaninov, e dei pezzi pianistici di Rossini (per il balletto La boutique fantasque). Tra le sue opere in assoluto più famose va annoverata la cosiddetta Trilogia romana, composta dai poemi sinfonici: Le fontane di Roma (1916), I pini di Roma (1924) e Feste romane (1928). Respighi fu compositore prolifico, ma sempre di altissimo livello. Fra i numerosi lavori sinfonici ricordiamo il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra (1902), il Concerto in la maggiore per violino e orchestra (1903), oltre ai già citati: Le fontane di Roma, poema sinfonico per orchestra (1916), e le Antiche arie e danze per liuto (prima, seconda e terza suite), per orchestra (1917, 1923, 1931); un Concerto gregoriano per violino e orchestra (1921), il Concerto in modo misolidio per pianoforte e orchestra (1925), Rossiniana, suite per orchestra da Les riens di Rossini (1925), Vetrate di chiesa, quattro impressioni sinfoniche (1926), Trittico botticelliano per piccola orchestra (1927), Impressioni brasiliane, suite su temi brasiliani per orchestra (1928), Gli uccelli, suite per piccola orchestra (1928), Metamorphoseon – Modi XII, tema e variazioni per orchestra (1930). Splendido anche il repertorio cameristico che consta di vari quartetti (il celebre Quartetto dorico per archi del 1924, Quartetto in re minore per archi del 1909,  Quintetto in fa minore per pianoforte e archi del 1902, Doppio quartetto in re minore, per due quartetti d’archi del 1900, la splendida Sonata in si minore per violino e pianoforte del 1916, Tre preludi sopra melodie gregoriane per pianoforte, del 1921. Anche la musica vocale è ricca di composizioni, su testi di Dannunzio, Shelley, Maeterlink … mentre nell’ambito delle opere teatrali e dei balletti ancora molto eseguiti sono La boutique fantasque, balletto su musiche di Rossini, del 1918 e La bella dormente nel bosco, fiaba musicale in tre atti del 1933. 

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