Nuova recensione del CD Sacred Music di Andrea Luchesi su La Prealpina

Le armonie sacre di Luchesi

Coraggiosa operazione culturale di Concerto che ne pubblica l’intero repertorio

VARESE – Alla casa discografica Concerto Classics ed alla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni va riconosciuto il coraggio di credere in un progetto  editoriale impegnativo, riportando alla luce, pagina dopo pagina, la musica del compositore settecentesco Andrea Luchesi, liberata da un oblio centenario. È appena uscito un CD con le prime registrazioni mondiali delle più significative pagine sacre, il quale si aggiunge ai volumi dedicati alle sinfonie, alle sinfonie d’opera, ai pezzi per pianoforte ed ai concerti per pianoforte e orchestra, questi due ultimi CD con il pianista varesino Roberto Plano. A firmare le note del booklet è il musicologo varesino Bruno Belli, che ha già steso le note di quasi tutti i precedenti volumi e che alla causa luchesiana si sta dedicando con passione e competenza.

sacred-music-andrea-luchesi-cd-musica-classicaNato a Motta di Livenza nel 1741, Luchesi scomparve nel 1801 a Bonn, dove era stato a lungo maestro di cappella ed aveva probabilmente contribuito alla formazione di Ludwig van Beethoven. Sulla questione dei presunti plagi mozartiani ci siamo già soffermati in altre occasioni e non vale la pena spendere altre parole, rischiando tra l’altro di sprofondare nelle paludi della fantamusicologia. La figura di Luchesi, sulla quale fino a trent’anni gravava una vera e propria coltre di oblio, è interessante per le musiche sicuramente a lui attribuibili, senza dover prendere per vera l’ipotesi- tanto suggestiva quanto improbabile – che il compositore di Motta di Livenza sia in realtà il vero autore di alcune delle sinfonie più importanti di Mozart e Haydn. È la scelta che fa lo stesso Belli nelle sue note, tese da un lato a mettere in luce i legami della produzione sacra di Luchesi con la tradizione napoletana, in particolare con lo “Stabat Mater” di Giovanni Battista Pergolesi, il cui incipit viene riecheggiato quasi testualmente nell’attacco della parte vocale del “Kyrie“, dall’altro a sottolineare i caratteri originali, soprattutto dal punto di vista armonico. Il “Kyrie“, il “Salve Regina“, lo “Stabat Mater” (l’unica pagina non in prima registrazione mondiale), il “Miserere” ed il “Te Deum” qui proposti, pur appartenendo alla prima fase creativa di Luchesi, quella precedente il trasferimento a Bonn, mostrano un compositore già pienamente in possesso dei mezzi del mestiere, situandosi tutte su un livello di buon artigianato compositivo, con l’eccezione in positivo del “Miserere”, una pagina più matura nell’ispirazione e più elaborata nella costruzione contrappuntistica.

Gran parte del merito della riuscita dell’intera operazione discografica si deve alla Nuova Orchestra da Camera Ferruccio Busoni, in questo CD in ottima forma, ed il suo direttore Massimo Belli, affiancati per l’occasione dal pregevole Coro della Cappella Civica di Trieste e da un valido gruppo di solisti, il soprano Laura Antonaz, il mezzosoprano Elena Biscuola, il tenore Luca Dordolo ed il baritono Matteo Bellotto.

Pregevole anche la qualità tecnica della registrazione.

Luca Segalla per La Prealpina.

 

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