Tolentino, 15 marzo 1790 – Pesaro, 5 agosto 1848

Nicola Vaccaj

Marchigiano come Pergolesi e Rossini, Vaccaj si forma e completa gli studi musicali presso l’Accademia di Santa Cecilia in Roma, ma ben presto subisce il richiamo della capitale europea della musica, Napoli, dove segue le lezioni di  Giovanni Paisiello. La personalità del Tolentino si divide fra la carriera di Operista, e l’insegnamento  di canto: il suo Metodo pratico di canto italiano per camera, è ancor oggi uno strumento didattico importante per i cantanti. Scrisse una ventina di opere, rappresentate nei teatri più importanti, la più famosa della quali una Giulietta e Romeo, insieme a molte romanze da salotto e a musica sacra. Fu anche direttore del Conservatorio di Milano. Le sue Arie da camera, composte incessantemente per tutto l’arco della sua vita, ebbero un enorme successo nell’800, tanto da essere stampate dai più importanti editori dell’epoca e da diffondersi in tutta Europa proprio come delle ‘Api erranti’ (dal titolo di una sua canzonetta). I testi musicati oscillano tra Arcadia e Romanticismo: oltre alle poesie di Metastasio, ricorrono quelle di poeti–amici quali il Conte Pagani-Cesa, Carlo Pepoli, Angela Veronese, del Vaccaj stesso e di molti altri.

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