Niccolò Jommelli

(Aversa, 1714 – Napoli, 1774)

Altro celebre allievo del Conservatorio di Sant’Onofrio a Porta Capuana, ove studiò con Francesco Durante, Jommelli passò poi all’altro famoso Conservatorio napoletano: quello della Pietà dei Turchini, ove studiò, fra gli altri, con Leonardo Leo. Quest’ultimo fu anche felice profeta se, come si narra, pare abbia esclamato, dopo aver ascoltato un brano di Jommelli: “questo giovane sarà lo stupore e l’ammirazione di tutta l’Europa”.

La sua prima opera, L’errore amoroso, fu il primo di una serie pressoché ininterrotta di successi trionfali, che condusse Jommelli a debuttare per l’Italia: Roma, Bologna ove conobbe Padre Martini, di nuovo Napoli (dove trionfa di nuovo con l’Eumene). A  Venezia compone i suoi primi brani di musica da chiesa, tra gli altri un Laudate a due cori e otto voci considerato una delle sue migliori produzioni di musica sacra. Il successo lo conduce anche oltralpe: è chiamato a Stoccarda, dove diventa Maestro di cappella e compositore di corte. L’influenza della musica tedesca, che si avverte nelle trenta opere composte in quel lungo periodo  – Jommelli risiederà a Stoccarda per circa un ventennio – assicurerà al compositore un successo  duraturo in Germania, ma gli nuocerà al suo ritorno in Italia: sensibile al fascino della melodia, il pubblico non comprenderà una scrittura appena piè complessa. Jommelli muore a Napoli nel 1774. Figura assolutamente centrale dell’opera settecentesca, Jommelli fu il primo a dare particolare cura al recitativo. Scrisse anche molta musica sacra di grandissimo valore: oltre al già citato Laudate, mertitano di essere ricordati (ed ascoltati) la  Messa da Requiem, il Miserere e l’Oratorio La passione.

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