Firenze, 1895 – Los Angeles 1968

Mario Castelnuovo-Tedesco

Nato da una famiglia ebraica di origini sefardite, Mario Castelnuovo-Tedesco dimostra ben presto di essere dotato per la musica, diplomandosi in pianoforte e composizione e diventando allievo di Ildebrando Pizzetti.
Nel periodo fra le due guerre mondiali, si esibisce come pianista; ma dopo l’introduzione delle leggi razziali in Italia, nel 1938, decide di trasferirsi negli Stati Uniti. Qui inizia a collaborare con successo con l’industria cinematografica di Hollywood come compositore ‘fantasma’ di colonne sonore: fantasma perché sono pochissime quelle che gli sono state attribuite, nonostante ne avesse scritte moltissime; fra queste ricordiamo Dieci piccoli indiani di René Clair del 1945. L’anno successivo prende la cittadinanza americana.
Continua intanto sia la sua prolifica attività di compositore, toccando un po’ tutti i generi musicali, che di didatta: fra i suoi allievi ci saranno Henry Mancini e John Williams.
Muore a Los Angeles nel 1968.
Compositore estremanete prolifico, Castelnuovo-Tedesco (scrisse opere per pianoforte solo, concerti per vari strumenti ed orchestra, musica da camera, opere e balletti) è oggi soprtattutto ricordato per la sua musica vocale e chitarristica. Musicò infatti molti autori in diverse lingue (ne consoceva parecchie lui stesso) da  Shakespeare a Cavalcanti. Alla chitarra dedicò attenzione per tutta la vita, scrivendo alcune opere indimenticabili come i due Concerti per chitarra e orchestra, il Quintetto per chitarra, i Capricci da Goya op. 195 e  il Capriccio Diabolico omaggio a Paganini per chitarra sola.

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