Da oggi trovi sul sito gli spartiti digitali di Chamber music works di Marco Nodari

Da oggi sono disponibili gli spartiti digitali di Chamber Music Works, un CD di Musica contemporanea post-minimalista.

 

Così scrive di Marco Nodari Ettore Napoli:

Marco Nodari spartiti Graffiti

 

“[…] Un altro aspetto interessante della musica di Nodari è la tendenza a creare contrapposizioni espressive, d’atmosfera, mediante un impiego del timbro tale da caratterizzare le due parti di un brano: è il caso di ‘Graffiti’, basato, rivela lo stesso compositore, sull’alternanza «tra due atteggiamenti espressivi e musicali: il primo più inquieto, nervoso e ritmico, il secondo ampiamente cantabile, con venature malinconiche e sognanti».

 

Ma lasciamo che sia lui stesso a sottolineare altre caratteristiche delle sue partiture.

 

 

 

 

L’ultimo tempo di ‘Trio mediterraneo’ «ha una struttura a ‘ritornello’: si alternano due episodi contrastanti tra loro. Il brano ha inizio con un pizzicato, un poco cupo, affidato alle viole e ai bassi. Si tratta di un semplice ostinato sul quale si appoggia un secondo ostinato melodico eseguito dai violini secondi. Appare, infine, la melodia principale ampia, solare, sincopata, molto vitale. All’apice del crescendo emerge l’episodio contrastante, il quale altro non è che un’elaborazione del pizzicato iniziale dei bassi. I due episodi contrastanti si alternano fino a giungere a una coda finale: in essa l’ostinato ritmico iniziale dei bassi è trasfigurato e diventa un tema lirico, introspettivo. Il brano si spegne in pianissimo su di un accordo di tredicesima rivoltato, molto ambiguo, misterioso, che sembra negare la solarità e la brillantezza della melodia principale».

 

 

Marco Nodari spartiti Limen

 

In ‘Limen’ «si possono cogliere reminiscenze ed influenze di grandi autori del passato, appartenenti a luoghi e culture diverse: queste caratteristiche di stile diversificate trovano un terreno comune nell’espansione melodica e nel canto. Metaforicamente si allude alla capacità della musica di porsi come un linguaggio universale, capace di far dialogare attraverso un terreno comune».

 

 

 

 

 

Marco Nodari spartiti Serenata notturna

 

All’inizio di ‘Serenata notturna’ «il riferimento al tema mozartiano è più evidente. In seguito vi è un progressivo allontanamento che si manifesta in un linguaggio più moderno e personale, ma al termine della composizione si riaffaccia, pur variata, l’idea originaria. Il brano nel complesso è spiritoso, ma dietro ad un’apparente gaiezza, si celano momenti malinconici, misteriosi, talvolta inquieti».

 

 

 

 

 

Quanto a ‘Graffiti’, «il vocabolo ‘graffito’ nella lingua italiana può indicare sia un disegno inciso sulla pietra (da qui allora il profilo melodico ‘graffiante’ in varie parti della composizione), sia una rievocazione nostalgica di esperienze del passato».

 

Composto nel 2006 su commissione, ‘Ritratti’ si «articola in due movimenti che vanno eseguiti uno dopo l’altro senza interruzione. I brani sono piuttosto diversi tra loro per quanto riguarda il carattere espressivo, il ritmo e la scrittura. Il titolo vuole proprio sottolineare questa diversità, quasi che i due pezzi siano la raffigurazione di persone alquanto differenti o anche la descrizione di aspetti contrastanti del carattere e del mondo interiore della stessa persona».

 

 

 

 

 

Marco Nodari spartiti Playin' strings

 

Scritta originariamente per violino e chitarra, «‘Playin’ strings’ è caratterizzata dall’alternanza continua tra metri ternari e binari, che conferisce al ritmo del pezzo una certa vivacità ed un andamento incalzante. Si articola in tre parti: presentazione dell’idea tematica (preceduta da una brevissima introduzione), elaborazione della medesima, ricapitolazione finale. Appena prima di quest’ultima sezione, troviamo una breve cadenza affidata al flauto, un episodio più introspettivo ed intimo, che sembra per un attimo interrompere lo scorrere inesorabile del tempo».

 

 

 

 

Marco Nodari spartiti Double

 

L’ultimo brano è ‘Double’; composto nel 2004, è «caratterizzato dall’armonia più complessa, densa e cromatica. Il titolo ‘Double’ (Doppio) allude al confronto serrato e alla dialettica tra i due strumenti musicali, ma anche alla tecnica della variazione, elaborazione incessante di poche cellule tematiche». La sua conclusione, osserva Nodari, è affidata a «una breve, ma intensa Coda, molto espressiva e ‘lirica’, nella quale la dialettica e la sfida per la supremazia tra i due strumenti si placa e trova una sintesi in un canto di sapore malinconico. Il pezzo si spegne con un ultimo e lungo accordo e un rintocco nel registro grave del pianoforte».”

Ettore Napoli

 

 

 

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