La Repubblica | Recensione del CD dedicato a Ferruccio Busoni

Iniziamo la settimana con La Repubblica: recensione di “Ferruccio Busoni 150 Anniversary” a cura di Gregorio Moppi.

 

L’ispirazione limpida del giovane Ferruccio Busoni

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FERRUCCIO Busoni pare parlasse con accento toscano. Siccome il padre era di Empoli, aveva voluto farlo venire al mondo lì. Ma la madre Anna Weiss era una triestina di famiglia tedesca, e Ferruccio, immerso fin da bambino nella cultura germanica, orbitò principalmente tra l’Austria, Zurigo e Berlino.

In questo 2016, nel centocinquantenario della nascita, la Trieste che l’ha visto crescere e un’orchestra da camera a lui intitolata lo celebrano con un cd dell’etichetta Concerto Classics che raccoglie tre pagine di gioventù: Quartetto op. 19 e “Canti popolari finlandesi” in versioni per orchestra d’archi, più il Concerto per piano.

Sono il frutto di un’ispirazione talvolta acerba, però la scrittura è limpida, freschissima, ancorata a Mozart e Beethoven, non al Bach di cui poi diverrà apostolo.

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Vanno drizzate le orecchie soprattutto sull’esecuzione tenera e levigata della pianista coreana Chloe Mun, ventunenne vincitrice dell’ultimo Concorso “Busoni” di Bolzano.

 

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