La prima recensione del CD Haydn – Wranitzky

F. J. HAYDN P. WRANITZKY
CONCERTI PER VIOLONCELLO

Orchestra di Padova e del Veneto, Enrico Bronzi violoncello e direttore

1 CD CONCERTO 2081 – Interpretazione: ****

Come afferma Andrea Nigromontano nelle belle note di accompagnamento al cd, tra gli unici due concerti per violoncello sicuramente scritti da Haydn corrono venti anni: il mutato gusto musicale si nota, in effetti, tra le due pagine che, nonostante siano riconducibili al medesimo stile, manifestano il differente ambiente nel quale furono creati.

Il primo concerto, in do maggiore, che lo stesso Haydn cita nel catalogo autografo delle proprie opere cominciato insieme con Joseph Elsser verso il 1765, fu composto, con ogni probabilità, tra il 1761 e proprio lo stesso 1765. Per molti anni fu creduto perduto, fino a quando il musicologo cecoslovacco Oldrich Pulert, bibliotecario del Museo Nazionale di Praga, lo trovò in una raccolta di manoscritti del XVIII secolo, la “Collezione Radenin”.

Proprio a Praga fu tenuta la prima esecuzione moderna di questa godibilissima pagina, il 19 maggio 1962 da violoncellista Milos Sadlo, con l’Orchestra della Radio Cecoslovacca diretta da Charles Mackerras, alla quale seguì una rapida diffusione internazionale.

Il concerto, composto per Joseph Weigl, violoncellista dell’orchestra degli Esterhàzy, è suddiviso nei consueti tre tempi – moderato, adagio, allegro molto – sta formalmente in bilico tra il modello barocco e le prime tracce dell’incipiente classicismo, soprattutto, identificabile nel primo movimento, che si compone già in forma sonata che lo stesso Haydn stava fissando quale struttura del tempo di apertura. Intimo il secondo movimento, brillante l’ultimo, improntato ad uno spirito arguto, tipico di Haydn, conclusione scoppiettante nella quale il ritornello iniziale ricorre con frequenza, secondo il metodo “barocco”.

Il secondo concerto fu scritto, invece, nel 1783 per il boemo Antonin Kraft, in quegli anni primo violoncello dell’Orchestra di Esterhàzy, compositore egli stesso di pagine assimilabili allo stile galante ancora in voga, virtuoso di razza, cui Beethoven dedicherà, anni dopo, il celebre Triplo concerto. Nel 1804 fu pubblicato come op. 101, conoscendo, da subito, larga diffusione, tanto che sollecitò una trascrizione per flauto da parte di Ebers, la quale contribuì a mettere in dubbio l’autenticità dell’originale che, a lungo, fu, poi, attribuito allo stesso Kraft.

Il concerto, invece, è pagina che appartiene alla piena maturità di Haydn che, proprio negli stessi anni, andava componendo il Concerto per fortepiano in re maggiore (Hob. XVIII: 11) e le sinfonie che vanno dalla 76 all’81. L’elaborazione del materiale tematico e frutto di una rigorosa consequenzialità razionale, consolidata negli schemi, la quale, ad ogni modo, conserva gli slanci di libera fantasia propri della creatività haydniana, affidati, soprattutto, al solista che ha modo di esibire il virtuosismo nei tempi estremi.

Il cd si completa con l’ottimo Concerto in do maggiore del moravo Pavel Wranitzky, altro compositore che ebbe modo di orbitare attorno alle corti degli Esterhàzy, entrando in contatto con lo stesso Haydn e con Mozart, con i quali condivide la qualità della musica.

Enrico Bronzi al violoncello, che si presenta anche in veste di direttore dell’Orchestra di Padova e del Veneto, manifesta l’ottimo gusto che lo contraddistingue, nell’equilibrare i piani sonori della compagine da lui guidata, inserendo un fitto dialogo del violoncello cui esprime massima cantabilità e dosa con rara maestria la cavata. Sfavillante nel secondo concerto di Haydn (terzo tempo) nel quale pone in luce la fluidità ottenuta tra i passaggi eminentemente virtuosistici e gli incisi di maggiore dispiegata cantabilità.

Bruno Belli

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