Hämeenlinna, 1865 – Järvenpää, 1957

Jan Sibelius

Simbolo musicale dell’identità nazionale finlandese, Sibelius, che nasce ancora sotto il dominio russo,  si colloca da un lato nel grande solco delle Scuole nazionali della seconda metà del XIX secolo, che cercano di riattivare un rapporto vitale con le tradizioni musicali dei propri paesi di appartenenza, sfuggendo all’influenza e talvolta anche all’accademismo della grande tradizione musicale italo-franco-tedesca; dall’altro,  propone una soluzione alla crisi della musica nel Novecento, per certi aspetti opposta a quella propugnata dalla Scuola di Vienna: mentre compositori come Arnold Schoenberg e Anton Webern abbandonano la tonalità per costruire ex novo un sistema armonico proprio, Sibelius cerca nuova ispirazione nella tradizione piè antica: il linguaggio modale,  medievale, che  lo sviluppo successivo della musica dimentica, ma che è ancora viva nel folklore.
Tra le sue composizioni piè note si ricordano i poemi sinfonici Finlandia e Karelia, Valse Triste, il Concerto per violino e orchestra e Il cigno di Tuonela.

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