Henry Purcell

Poco ancora si sa della biografia di Henry Purcell (Westminster, Londra, 1659 –1695), gigante del barocco: certi furono i suoi anni di apprendistato presso l’abbazia di Westminster, di cui il padre, Gentleman of the Chapel Royal, era maestro del coro. Di entrambe, della Cappella Reale e dell’abbazia, diverrà in seguito organista. In quest’ambiente musicale, il giovane Henry, altro enfant prodige della storia della musica, sviluppò ben presto i suoi talenti, componendo un ode per il compleanno del Re all’età di undici anni.

Il suo primo capolavoro in ordine di tempo è l’Opera Dido and Æneas. Al nascente genere dell’Opera lirica il compositore dedicherà altri capolavori di cui ricordiamo King Arthur, The Fairy Queen, il cui libretto è tratto dal Sogno di una notte di mezza estate di  Shakespeare, The Indian Queen, e The Tempest, sempre tratta da Shakespeare. Per quanto riguarda le composizioni strumentali ci ha lasciato 12 Sonate a tre (per violino, viola da gamba e cembalo) e 10 Sonate a quattro (per due violini), 13 Sinfonie per viola da gamba e 8 Suites per clavicembalo.

Parte delle numerose opere vocali di Purcell (un centinaio fra canzoni, inni e lodi e una quarantina di duetti) sono diventate celeberrime: la Music for the Funeral of Queen Mary per le esequie della Regina Maria II, e la cantata I was glad, tuttora utilizzata per l’incoronazione dei monarchi inglesi, sono fra le più celebri. Enorme fu anche la sua influenza sulla musica inglese, di cui si dice sia l’unico grande rappresentante.

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