Un ritratto di un compositore che, insieme a Monteverdi e Carissimi, è alla base della musica del Seicento italiano: Girolamo Frescobaldi

Girolamo Frescobaldi Daniele Proni

 

Girolamo Frescobaldi (1583-1643) è senza dubbio alcuno la figura più autorevole in ambito tastieristico della prima metà del XVII secolo.

Clavicembalo ed organo, grazie al cospicuo patrimonio compositivo che il ferrarese consegna alle stampe, evolvono sino a divenire strumenti diversi per uso e finalità. La grande indipendenza dagli schemi e l’estrosità dello stile sono gli elementi caratterizzanti della sua scrittura che, anche se “imprigionata” sui righi, lascia all’esecutore quella libertà toccatistica e fantasiosa tipica del periodo rinascimentale.

L’espressione musicale degli affetti è ciò che guida nella sua musica: tensioni e distensioni, fioriture, cambi di ritmo arricchiscono ogni pagina e ogni più piccolo frammento. Ma è nell’arte della variazione che Frescobaldi eccelle e questa incisione vuole raccontare, in un percorso tra sacro e profano e nell’alternanza dei due strumenti, una parte rilevante dell’opera per tastiera.

INTERPRETI: Daniele Proni, clavicembalo e organo

IMMAGINE DI COPERTINA: Gianluca Corona, L’Arca, 2015, olio su tavola incamottata 25×25 cm

 

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