Venezia, 1704 circa – Venezia, 20 marzo 1766

Giovanni Battista Pescetti

Giovanni Battista Pescetti (Venezia, 1704 – ivi, 20.III.1766), studia con Antonio Lotti (1666-1740) nella città natale e rientra a pieno titolo nella cerchia di compositori di Scuola veneziana, tra i quali si ricordano nomi prestigiosi come G. Legrenzi e A. Vivaldi. In questo ambiente egli ebbe significativi rapporti di amicizia e collaborazione con i colleghi, particolarmente con Baldassarre Galuppi (1706-1785), inoltre godette della stima di parecchi compositori coevi anche stranieri, tra i quali ricordiamo il celeberrimo Johann Adolph Hasse (1699-1783) che lodò pubblicamente alcune sue composizioni vocali sacre.

Come tutti i musicisti ‘alla moda’ dell’epoca, Pescetti intraprende la carriera di compositore di melodramma, esordendo in teatro nel 1725 a Venezia con Nerone detronato. Da quel momento inizia per lui una invidiabile serie di successi, tanto da ottenere, nel 1737, la nomina a Direttore del Covent Garden di Londra, succedendo all’insigne Nicola Porpora (1686-1768).

Nel 1762, a seguito di annosa ricerca di un posto di lavoro ‘fisso’, ottiene l’incarico di organista al II organo presso la Basilica di S. Marco a Venezia, attività che coprirà fino alla morte.

Secondo gli studiosi, nell’ambito di tutta la produzione musicale di Giovanni Battista, l’opera clavicembalistica risulterebbe quella di maggior pregio, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione stilistica. Oltre a sei Sonate per Clavicembalo conservate ancora manoscritte, sono arrivate fino ai giorni nostri le Sonate per Gravicembalo, pubblicate a Londra nel 1739. Si tratta di composizioni che possono collocarsi in area di transizione tra stile barocco e stile galante, generalmente concepite in numero variabile di movimenti che, dal carattere contrastante, variano da due a quattro. Possono osservarsi affinità con la Suite, col Concerto, con l’Ouverture alla francese, con il Melodramma, con la Sonata da camera, con le forme a variazione, con le forme in stile severo contrappuntistico e quelle a improvvisazione, particolarmente la Toccata.

(Filippo Emanuele Ravizza)

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