Padova 1657 ca. - Bergamo 1716

Giovanni Battista Bassani

Compositore, violinista ed organista, Giovanni Battista Bassani ebbe l’opportunità di studiare con alcuni dei migliori musicisti del suo tempo: parliamo di un Daniele Castrovillari a Venezia (con cui approfondì l’Opera), o di un Giovanni Legrenzi, con cui studiò composizione a Ferrara: per non citare il celebre violinista Giovanni Battista Piatti, con il quale approfondì lo studiò dello strumento nel quale poi eccelse come solista. Trasferitosi attorno al 1667 a Ferrara dalla natia Padova, pubblicò le sue prime opere musicali un decennio più tardi e divenne organista e Maestro di Cappella presso l’Accademia della Morte dell’antica capitale degli Estensi. L’ Accademia della Morte era parte dell’omonima Confraternita, cioè di una delle istituzioni religiose più in vista della città, ed aveva come missione la pietà nei confronti degli ultimi della società: “la “Morte” infatti si occupava dei conforti e della sepoltura dei condannati alla pena capitale e dei cadaveri abbandonati” (Carlo Centemeri). Nel 1712 Bassani si trasferì a Bergamo dove insegnò musica e divenne direttore musicale presso la chiesa di Santa Maria Maggiore: qui morì nel 1716. Bassani ci lascia un corpus non indifferente di musica sacra, scritta soprattutto durante il periodo di servizio presso la Cattedrale ferrarese. Lo stesso Johann Sebastian Bach fece trascrivere sei Messe scritte dal Bassani e se ne ricordò in alcune composizioni. Il corpus era composto da una ventina di Mottetti, vari lavori vocali e corali, vari servizi liturgici a quattro voci coro e b.c. e 13 Oratori di cui solo quattro sono sopravvissuti sino a noi. Secondo il costume del tempo, naturalmente Bassani si cimentò anche con l’Opera, ma tutto èn andato perduto tranne una manciata di Arie da Gli amori alla moda (Ferarra 1688). Fra le opere strumentali Giovanni Battista Bassani, che fu un celebre violinista ai suoi tempi, ci lascia 16 trio sonate, che sono, ad oggi, le sue opere più conosciute ed eseguite.

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