Zelazowa Wola 1810 - Parigi 1849

Frédéric Chopin

Colui che venne chiamato “il poeta del pianoforte” nacque in Polonia, a Żelazowa Wola, nel 1810, da padre francese e madre polacca e qui trascorse i primi ventanni della sua vita. Il suo nome è infatti la variante francesizzata del polacco Fryderyk Franciszek Chopin.
In Francia il giovane compositore si trasferisce a ventanni e non farà piè ritorno in patria dopo il fallimento della Rivolta di Novembre (1830-31) contro l’inasprirsi dell’occupazione russa. A Parigi Chopin divenne ben presto famoso nella buona società, ebbe una tempestosa relazione con George Sand, si ammalò e morì di tubercolosi nel 1849 dopo un breve soggiorono in Inghilterra.
Se si escludono due concerti per pianoforte e orchestra e un esiguo corpus di musica da camera, Chopin ha composto quasi esclusivamente per pianoforte solo: le Mazurche e le Polacche (nelle quali è piè sensibile lo struggente ed intimo legame con il folklore musicale polacco); gli Studi (op. 10 e op. 25), che Chopin riesce a trasformare da genere per lo piè soprattutto didattico al rango di opera d’arte incondizionata; i Preludi, sorta di aforismi musicali che dipingono un’atmosfera, una sensazione; i celeberrimi Notturni, che sviluppano il genere creato dall’inglese John Field portandolo alla perfezione assoluta (ricordiamo almeno il Notturno op. 9 N.2 in mibemolle maggiore, o il n. 3 dell’op.9 in si maggiore); i Valzer, concepiti come forme puramente musicali, di grande raffinatezza e ricercatezza stilistica; gli Scherzi, le Variazioni e gli Improvvisi, composizioni già piè complesse; le 4 Ballate, vero e proprio genere che il compositore inventa per sé, quasi a crearsi una forma duttile che si pieghi perfettamente alle proprie necessità di espressione (ricordiamo la celebre Ballata op. 23 in sol minore) ed infine le due Sonate nelle quali il compositore è quasi costretto a confrontarsi con le costrizioni di una struttura formale codificata (ricordiamo la Sonata n. 2 in si bemolle minore con la celebre Marcia funebre). Il segreto della cifra stilistica di Chopin, assolutamente unica e inconfondibile nella storia della musica, si potrebbe forse cercare da un alto lato nella cura estrema per il nitore formale, nel senso innato e classico dell’equilibrio formale delle composizoni, dall’altro in un’espressività rara, tesa nello stesso tempo fra sogno, leggerezza, inquietudine e oscurità dell’anima.

 

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