Raiding, 1811- Bayreuth, 1886

Franz Liszt

Anche Liszt, come molti suoi contemporanei o quasi, dimostra precocemente straordinarie doti musicali (il suo, fu un tempo in cui gli enfant prodige abbondano): un talento innato che, unito a mani piè grandi del normale, che sembrano fatte apposta per la tastiera; ai primi studi con il padre Adam, poi perfezionati a Vienna con Czerny (nella stessa città studia anche composizione con Salieri). fanno di lui uno dei piè grandi virtuosi della tastiera di tutti i tempi, che rivoluziona profondamente la tecnica pianistica e lo stesso rappporto con il pubblico fruitore della musica.
Idolo delle folle, intimo di case blasonate (tra le compagne della sua vita si annoverano due nobildonne: la contessa Marie d’Agoult, da cui ebbe le due figlie Blandine e Cosima, futura moglie di Richard Wagner, e la principessa Caroline Von Sayn-Wittgenstein), sodale di Schumann, Chopin e Wagner, della cui rivoluzione musicale divenne un apostolo fervente, tenne concerti in tutta Europa, spesso a un ritmo forsennato, da moderna star.
La morte, prima del figlio Daniel e poi di Blandine, la crisi con Wagner a causa della relazione con Cosima, lo spingono a cercare negli ultimi anni conforto nella religione: entra nel monastero della Madonna del Rosario a Roma e in Vaticano prende gli ordini minori.
Muore a Bayreuth nel 1886.
L’opera di Liszt, compositore prolifico, comprende numerosi numerosi lavori sinfonici (fra cui ricordiamo il celebre poema: Les Préludes), sinfonico-vocali (Dante-Symphonie e Tasso-Symphonie), corali e vocali sia sacri che profani, vari concerti fra cui due concerti per pianoforte e orchestra e la celebre Totentanz, un importantissimo corpus di composizioni organistiche, musica da camera e naturalmente l’opera per pianoforte. Oltre ai brani che la popolarità ha resi sin stucchevoli (come il celeberrimo Liebestraum, Sogno d’amore, o La Rapsodia ungherese n.2 in do diesis minore), ricordiamo qui le serie dei: 12 Études d’exécution transcendantes, 6 Études d’après Paganini, Années de pèlerinage e 19 Rhapsodies hongroises, la bellisima Sonata in si minore oltre alle numerose trascrizioni (piè di 200) e parafrasi. La critica sta rivalutando le composizioni dell’ultimo Liszt, che preludono ad un linguaggio estremamente moderno.

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