Rohrau 1732 - Vienna 1809

Franz Joseph Haydn

Non troppo diversamente andava il mondo al tempo di Haydn, se un musicista di grande talento, ma di umili natali, come lui (il padre era carraio, la madre cuoca), bambino e giovinetto dovette ogni tanto patire la fame (senza però mai perdere il buonumore), suonare e comporre musica di ‘consumo’ per far quadrare magrissimi bilanci e attendere la raccomandazione delle famiglie più influenti del tempo, per poter finalmente cominciare ad esprimersi creativamente. Unica eccezione, forse, rispetto ad oggi, è che uno degli insegnanti più importanti di Franz Joseph fu un italiano, il napoletano Nicola Porpora (ma i metodi coloriti nel riprendere il giovane allievo sono probabilmente ancora gli stessi). Nel 1766 Haydn entra dunque a servizio di una delle più influenti famiglie dell’impero, i principi Esterházy, raffinati intenditori di musica, sotto la cui illuminata protezione dovette (e poté) comporre molto. Nel 1781 conobbe il giovane Mozart, con cui condivideva, oltre alla musica, anche l’appartenenza alla stessa loggia massonica. Terminato il lungo servizio come musicista di corte presso i Principi, Haydn riscosse un grandissimo successo in Inghilterra: Londra lo invita, lo accoglie e lo acclama, tanto da fargli pensare seriamente, memore dell’altro musicista di lingua tedesca, osannato neppure troppo tempo prima, Georg Friedrich Händel, di prenderne anche la cittadinanza. A questo periodo risalgono, fra l’altro, le celebri Sinfonie londinesi, che includono vari capolavori fra cui La sorpresa (n. 94), La militare (n. 100), L’orologio (n. 101), Rullo di tamburo (n. 103), e Londra (n. 104). Ma il richiamo del Vaterland fu forse più forte. L’uomo che ritornò a Vienna, dove si fece costruire una grande casa, era divenuto ormai un compositore ricco e affermato, che, al termine di una vita lunga e operosa, poté concedersi il lusso di scrivere finalmente con calma, non assillato né da Principi né da Impresari, ma quasi per sé (o per noi tutti). Di qui i grandi capolavori degli Oratori: La creazione e Le Stagioni, sei Messe e gli ultimi nove Quartetti, fra cui il celeberrimo Quartetto dell’Imperatore (1797), divenuto in seguito l’inno nazionale tedesco. Una senectus lunga e dorata, quella di Haydn, sino all’ultimo benedetta persino dal tormento creativo, che lo condusse sino alle soglie di un mondo che stava cambiando per sempre, e che gli rese omaggio proprio attraverso uno dei suoi più spietati corifei: quel Napoleone che andava mutando per sempre, con i principi dell’89 e i giovani di Francia arruolati dalla prima grande levée en masse, il corso della storia. Un picchetto d’onore della Grande Armée fu inviato infatti nel 1809 al suo funerale, mentre Bonaparte occupava con le sue armate le strade e i palazzi della capitale di un régime che sarebbe diventato, di lì a poco, ormai definitivamente ancient.
Come noto, Haydn è considerato il padre della Sinfonia e del Quartetto d’archi.  Fu soprattutto lo sviluppo della cosiddetta ‘forma-sonata’ a farne il modello per eccellenza dello stile classico. La lunga parabola creativa di Haydn si sviluppa in circa mezzo secolo, ed egli ebbe la capacità di condurre lo stile musicale dalle propaggini del barocco (Händel e Bach) sino alle soglie del Romanticismo, influenzando a fondo anche il giovane Beethoven. Il sistema di classificazione del vasto e versatile corpus haydniano viene denominato Hob. o Hoboken, dallo studioso Anthony van Hoboken che ne curò la classificazione alla fine degli anni ’50. Al suo interno i Concerti (per violino, cello, clavicembalo e altri strumenti) occupano uno spazio abbastanza ridotto, mentre imponente è il corpus delle Sinfonie (104) e della musica da camera: Quartetti per archi (83), Trii con pianoforte (43) e senza, e Sonate per pianoforte (62 sonate). Rilevante anche la musica sacra: oltre alle Messe e ad altre composizioni religiose (Stabat Mater, Te Deum etc.), vanno ricordati in questa sede almeno i grandi capolavori del compositore: Le Sette ultime parole (Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce, o sieno Sette Sonate con un’introduzione ed al fine un terremoto) del 1785, e gli Oratori: La Creazione (Die Schoepfung)  del 1798, per soli, coro e orchestra e Le stagioni (Die Jahreszeiten, 1801), per soli, coro e orchestra.  Haydn scrisse anche una quindicina di Opere teatrali.

 

 

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