François Couperin

(Parigi, 1668-1733)

Anche un altro grande nome del Barocco europeo, François Couperin, (appunto soprannominato ‘Le Grand’ anche per distinguerlo dallo zio detto ‘l’Ancien’) nasce da una stirpe di musicisti, come Bach, estimatore della sua musica e con il quale è stato, fra l’altro, in corrispondenza epistolare, oggi purtroppo andata perduta.

Anche François inizia i suoi studi in ambito famigliare mostrando ben presto quell’ eccezionalità di doti che lo conduce ad una rapido cursus honorum, sino a giungere alla corte di Luigi XIV. Da questa posizione, grazie anche al suo carattere piuttosto umbratile che non ispira gelosie o rivalità sanguigne, può dedicarsi serenamente alla composizione. Il nome di Couperin è per lo più associato naturalmente al clavicembalo, per il quale compone la maggior parte delle opere, ordinate in 27 ‘ordres’ (analoghe alle ‘suites dei musicisti tedeschi).

La sua scrittura elegante, il dominio perfetto della tecnica, una poesia raffinata e così deliziosamente ‘francese’: in una parola – il suo stile personalissimo, ne fanno, insieme a Rameau, uno dei più grandi maestri del Barocco francese ed europeo tour court.

I brani recano inoltre un sottotitolo, spesso delizioso e allusivo, come  ‘L’enchanteresse’; ‘La fleurie, ou La tendre Nanette’, ‘Les barricades mystérieuses’, ‘Les idées heureuses’. Couperin ci ha lasciato anche delle composizioni di musica da camera (le Sonates en trio), e della musica sacra, tra cui due messe con accompagnamento d’organo di grande bellezza.

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