Empoli, 1866 – Berlino, 1924

Ferruccio Busoni

Nato da una famiglia di musicisti (la madre era pianista, il padre clarinettista), studia pianoforte e musica sin da bambino; a 7 anni debutta come pianista,  a 12 anni scrive un concerto per pianoforte.
Studia composizione a Graz e si stabilisce definitivamente a Berlino nel 1894, dove, con qualche parentesi, risiede sino alla morte, avvenuta nel 1924, nella sua casa al numero 11 di Viktoria-Luise-Platz.
Qui una targa commemorativa lo ricorda come  Musiker, Denker, Lehrer (musicista, pensatore, insegnante). Ed effettivamente è lungo queste tre direzioni che si sviluppa il magistero e l’arte busoniana. Come teorico, propugnò e ricercò un nuovo classicismo, che fosse aperto al futuro ma senza rinunciare alla tonalità.
Lo studio continuo dello stumento, di Bach e della tecnica lisztiana, fanno poi di Busoni uno dei più grandi pianisti di tutti i tempi.
Celebri sono le sue trascrizioni bachiane per pianoforte (dagli originali per clavicembalo, organo, violino); la sua attività di concertista e di didatta  (tra i suoi allievi vi furono nomi come Guido Agosti); i suoi studi sulla meccanica dello strumento (l’introduzione del terzo pedale negli Steinway, quello tonale, lo si deve a lui).
Fra le sue opere ricordiamo: la Sonata per violino e pianoforte del 1896, la prima che lo stesso Busoni considerò la sua prima opera veramente riuscita (composta a 20 anni); Il  Concerto per pianoforte, orchestra e coro maschile del 1904, che si discosta sensibilmente dalla tradizione; molti pezzi per pianoforte solo (oltre alle trascrizioni da Bach e Liszt, e le parafrasi, le Sei sonatine (1910-1920) e Stücke, op. 33b (1896).
Busoni compose anche quattro opere, di cui scrisse anche il libretto:  Die Brautwall (La sposa sorteggiata), Turandot (al cui soggetto si ispirerà pochi anni dopo Puccini), Arlecchino ovvero le finestre e Doktor Faust (incompiuta).

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *