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Il termine follia, nella storia della musica, definisce uno schema melodico proveniente da un'antichissima danza di Carnevale, forse di origine portoghese. Ebbe immediata diffusione in zona ispanica per imporsi subito in tutta Europa: compare nella musica di corte, nelle danze a solo o in coppia, nel repertorio dei grandi virtuosi secenteschi in Inghilterra e in Francia – basti pensare alle fascinose variazioni di Marin Marais per viola da gamba – per approdare nel Settecento tra gli Arcadi, contribuire alla definizione dello stile violinistico con Arcangelo Corelli, continuare a diffondersi capillarmente in Germania, tra i pianisti dell'Ottocento e… si potrebbe proseguire sino ad oggi. Dalla Follia prendono ispirazione organisti e cembalisti di provenienza diversa, ma il CD si sofferma sulla produzione italiana, in particolare di area romana e napoletana: Girolamo Frescobaldi (Ferrara, 13 settembre 1583 – Roma, 1º marzo e 1643): PARTITE SOPRA FOLLIA e PARTITE SOPRA PASSACAGLI; Bernardo Storace (1637 circa – 1707 circa): FOLLIA e CIACCONA, due pagine di rara esecuzione e di rara bellezza; Giovanni Maria Trabaci (Montepeloso, 1575 – Napoli, 31 dicembre 1647): CONSONANZE STRAVAGANTI e PARTITE SOPRA FIDELE; Alessandro Scarlatti (Palermo, 1660 - Napoli, 1725): TOCCATA PER CEMBALO D'OTTAVA STESA (1723),VARIAZIONI SULLA FOLLIA DI SPAGNA; Bernardo Pasquini (Massa e Cozzile, 7 dicembre 1637 – Roma, 22 novembre 1710), PARTITE SOPRA LA ARIA DELLA FOLIA DE ESPAGNA, PARTITE DIVERSI DI FOLLIA; e Ascanio Majone (ca. 1565 – 1627) compositore e arpista napoletano: PARTITE SOPRA FIDELE. Per rendere più significativo il confronto fra aree culturali e temporali, nonché fra cifre stilistiche assai diverse, completano il CD alcuni exempla di Anonimi di provenienza spagnola (FOLIAS, OTRAS FOLIAS, etc.) e inglese (THE SPANISH FOLLYE, 1685). Ruggero Laganà, interprete e compositore, rivive il tema della Follia - magnifica ossessione per la musica occidentale di ogni tempo - con passione, fantasia e fervida creatività, nella migliore tradizione del barocco stesso.
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