Mar del Plata, 1921 – Buenos Aires, 1992

Astor Piazzolla

Figlio unico di immigrati italiani (il padre, Vicente, di origini pugliesi, detto, all’italiana, ‘nonino’ (nonnino) dai figli di Astor, sarà il destinatario di uno dei suoi brani più famosi, Adiós Nonino, scritto in occasione della sua scomparsa), Piazzolla è considerato il più importante compositore di tango della seconda metà del Novecento (la prima fu dominata dal celebre Carlos Gardel), in cui introdusse per la prima volta elementi tratti dal jazz, dalle avanguardie musicale ‘colte’ (l’uso delle dissonanze ad esempio) e anche una serie di strumenti della musica pop (chitarra e basso elettrici, l’organo Hammond,  batteria etc.) che tradizionalmente non appartenevano al genere. La sua musica ottenne un successo mondiale, prima che fosse completamente accettata in Argentina. Anche le sue collaborazioni con jazzisti o cantanti o interpreti classici (da Gerry Mulligan a Mina), un tempo viste come eterodosse dai puristi del tango, contribuirono alla diffusione della sua musica, tanto che oggi Piazzolla viene eseguito tanto nei concerti di musica classica, che jazz, che pop. Della sua sterminata produzione (oltre 3000 opere), ricorderemo i vari concerti per bandoneon e orchestra e il celeberrimo Libertango (1974).

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