Milano, 1686 - Torino, 1732

Andrea Stefano Fiorè

Andrea Stefano (o Steffano) Fiorè è nato a Milano nel 1686, egli apprende i primi rudimenti dell’arte musicale dal padre Angelo Maria e prosegue la sua formazione, dapprima con il sacerdote Giorgio Boni e Giovanni Paolo Colonna e quindi (tra 1703 e 1705) a Roma presso Arcangelo Corelli. Enfant prodige, a soli 21 anni diviene “musico di corte” presso al corte sabauda di Vittorio Amedeo II duca di Savoia e principe di Piemonte», carica che mantenne sino alla morte, avvenuta nel 1732.
Gli interessi di Fiorè abbracciarono tutti i generi e le forme più in voga al tempo: non solo quindi la musica sacra, destinata alla Cappella reale, ma anche la musica vocale da camera e per il teatro, che costrinse l’autore a dividersi tra Torino e Milano, spesso collaborando con altri compositori. Tra le opere più significative, che superano le venti unità, deve essere ricordata Engelberta, rappresentata nel Regio Ducal Teatro di Milano il 21 giugno 1708. Proprio grazie ai successi operistici e all’attività di maestro di cappella, Fiorè si guadagnò l’ammirazione di alcuni contemporanei quali il celebre flautista e teorico Johann Joachim Quantz, che lo incontrò nel suo viaggio a Torino nel 1726, e di Benedetto Marcello che nei suoi «Salmi» (Venezia, 1726) pubblicò la lettera di grande ammirazione per la «vera scienza della musica in tutte le parti», «l’ammirabil maestria» e il «vasto talento» che Andrea Stefano aveva dimostrato nel corso dell’intera sua opera.

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