Castelfranco Veneto, 1654 - Frankfurt am Main, 1728

Agostino Steffani

È il compositore che influisce più d’ogni altro sulla diffusione europea – e nei Paesi di lingua tedesca in particolare – del gusto musicale, del melodramma e della musica da camera veneziane, esercitando un autorevole influsso sullo stesso Georg Friedrich Händel, che gli è enormemente debitore, sia dal punto di vista strettamente musicale, sia da quello della carriera. È Händel ad occupare il posto di Steffani, come Kapellmeister, alla corte di Hannover, nel 1710, quando il compositore di Castelfranco Veneto è chiamato ai più alti uffici di diplomatico dell’Elettore del Palatinato.
Agostino Steffani, ad ogni buon conto, è e rimane uno dei maggiori compositori italiani del periodo tra Sei e Settecento, uno dei più importanti autori della storia della musica, pari senz’altro ad Alessandro Scarlatti, e dal punto di vista dell’originalità del suo operato musicale, e dal punto di vista della gran diffusione che il gusto musicale italiano ebbe in tutt’Europa.

25.07.1654 nasce a Castelfranco Veneto.
1667 segue a Monaco di Baviera l’Elettore Ferdinando Maria.
1669 – 1671 è allievo di J. K. Kerll.
1672 è a Roma, allievo di E. Bernabei, che seguirà a Monaco di Baviera.
1675 diviene organista di corte.
1678 – 1679 è a Parigi e Torino.
1681 compone la sua prima opera teatrale “Marco Aurelio”. È nominato Direttore della musica da camera, vice-maestro di cappella e diplomatico di corte.
1682 è ordinato abate di Lepsing (Baviera).
1685-1688 “Solone”, “Audacia e Rispetto”, “Servio Tullio”, “Alarico il Baltha”,
“Niobe, Regina di Tebe”. Lascia la corte di Monaco per trasferirsi ad Hannover.
1689 inaugura la stagione operistica del nuovo teatro di Hannover con “Henrico Leone”, “La lotta di Ercole con Acheloo”, “Alceste”.
1690-1695 “La superbia di Alessandro”, “Lo zelo di Leonato”, “Orlando generoso”
“Le rivali concordi”, “La libertà contenta o Alcibiade”, “Bacchanali” “I Trionfi del Fato o le Glorie d’Enea” (“Enea in Italia” o “Didone”) XVI.
1696 – 1697 questi sono gli anni in cui Steffani inizia un’intensa attività diplomatica presso numerose corti europee. “Briseide” e “La costanza nelle selve” sono di dubbia attribuzione.
1703 entra al servizio di Giovanni Guglielmo principe del Palatinato è nominato rettore dell’Università di Heidelberg.
1706 Papa Clemente XI lo consacra Vescovo di Spiga “in partibus infidelium”.
1709 compone “Tassilone”, tragedia in cinque atti, che costituisce il risultato più rilevante della collaborazione tra Steffani e il librettista S.B. Pallavicino. “Amor vien dal Destino o Il Turno”.
1709 – 1721 rientra a Hannover come Maestro di Cappella, ma continuerà ad alternare l’attività diplomatica alla composizione. In occasione del ritorno da un viaggio a Roma, presso il Cardinal Ottoboni, porterà con sé il giovane G. F. Händel, che gli succederà nella carica di Maestro di Cappella nel 1710, quando gli “uffici” diplomatici finiranno con l’impedirgli di continuare a ricoprire quella carica.
1722 -1727 attività diplomatica soprattutto in Germania e in Italia. L’Accademia Musicale di ondra lo nomina presidente Onorario.
12.02.1728 in viaggio per l’Italia è colpito da un attacco di cuore e muore a Frankfurt am Main.

Altre opere: un centinaio di “Duetti da Camera”, “Sei Scherzi a due voci con istromenti”, “Sette scherzi a una voce con istromenti”, “Due madrigali”, “Trastulli” e le “Sonate da Camera a tre, due Violini Alto e Basso”. Steffani compose anche musica sacra: “Stabat Mater, “Laudate Pueri”, “Laudate Dominum”, “Sperate in Deo” (1673-1674); “Due Mottetti” (1676); “Psalmodia vespertina volans 8 plenis v. concinenda op.1” (13 vespri e un Magnificat, Roma, 1674); “Sacer Janus quadrifons” (Monaco, 1685). Quanto a scritti teorici: “Quanta certezza abbia da suoi principii la Musica” fu pubblicato ad Amsterdam nel 1695.

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